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TPLO a Vicenza

Si è svolto sabato 4 dicembre 2004, presso la Clinica Veterinaria “Sirio” di Vicenza, un seminario di aggiornamento sulla TPLO: acronimo che sta per “tibial plateau leveling osteotomy” [NdR osteotomia livellante del piatto tibiale] e che designa una delle tecniche chirurgiche correttive d’avanguardia per la rottura del legamento crociato craniale. Relatore: Massimo Petazzoni (libero professionista di Milano), uno dei pochi che, in Italia, pratica questa procedura ideata dal grande Barclay Slocum.

TPLO a Vicenza

Più di 160 sono i cani con rottura del legamento crociato craniale del ginocchio che Petazzoni ha restituito ad una vita pressoché normale con la TPLO. E, proprio con l’intento di trasmettere anche ad altri trucchi e segreti di questa difficile tecnica chirurgica, il noto ortopedico italiano ha tenuto un intenso seminario di aggiornamento a Vicenza, davanti ad un ristretto, quanto attento, gruppo di professionisti locali.
“Gli studi di Slocum sulla biomeccanica del ginocchio – ha esordito Petazzoni – hanno dimostrato come le rotture di questo legamento avvengano solitamente non tanto a causa di un trauma acuto, quanto piuttosto a seguito di uno stress cronico che grava su tale struttura.” E quale sarebbe questo stress cronico? “Pare – risponde l’ortopedico – che siano le razze con arti posteriori “stangati”, vale a dire con un angolo tra femore e tibia molto aperto, ad essere particolarmente predisposti a queste rotture… In sostanza, il piatto tibiale con un’angolazione troppo elevata ed inclinato posteriormente determina un carico eccessivo sul legamento, che, per contro, deve continuamente opporsi allo scivolamento posteriore del femore sulla tibia…”. È proprio questo carico eccessivo che porta a degenerazione cronica, progressivo indebolimento ed, infine, rottura per cedimento non traumatico. “La TPLO – ha proseguito Petazzoni – interviene modificando l’angolo del piatto della tibia. Così facendo, si interrompe il carico gravante sul legamento crociato che diventa, perciò, inutile dal punto di vista funzionale nel contrastare le forze di scivolamento posteriore del femore sulla tibia.”
Il seminario è stato completato da un intervento di Alda Miolo del CeDIS di Innovet sulla “terapia medica combinata” per l’artrosi del cane. Una rapida carrellata dei principali interventi, farmacologici e non, da adottarsi in sapiente combinazione, in rapporto al tipo di paziente ed al quadro clinico dell’artropatia in atto. L’obiettivo? Controllare simultaneamente le innumerevoli cause (tra cui, anche, la rottura del legamento crociato craniale!), i molteplici meccanismi e gli invalidanti sintomi funzionali dell’artrosi.

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