Chiudi
Menu
Carrello

Gli ordini effettuati su questo sito verranno evasi
da Giulius Pet Shop.
Per consultare lo stato di un vostro ordine già effettuato
entrate nel vostro account su Giulius Pet Shop

Fratture? Attenti ai FANS

I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) interferiscono con la riparazione dell’osso dopo fratture, impianti e chirurgie ricostruttive.

Fratture? Attenti ai FANS

Parte tutto dal principale meccanismo d’azione dei FANS: l’inibizione enzimatica della sintesi delle prostaglandine (PG).
Pur essendo ben note le loro attività pro-infiammatorie, le PG endogene hanno importanti effetti anabolici sull’osso, rinforzandone le potenzialità riparative e di neo-formazione, specie nei primi giorni conseguenti ad un trauma. Per questo, l’azione inibitoria dei FANS sulle PG può tradursi, a livello osseo, in numerosi effetti deleteri: riduzione della differenziazione e migrazione degli osteoblasti, inibizione dell’espressione di fattori proteici essenziali per l’osteogenesi, riduzione del flusso sanguigno e della neoformazione vasale.
L’americano Barry rassegna dunque tutte le evidenze scientifiche che, in un trentennio di studi e ricerche, hanno sancito l’interferenza dei FANS nella riparazione ossea di diverse specie: dai roditori, all’uomo, al cavallo, al cane. Una mole davvero corposa di referenze che, oltre ad indagare i meccanismi di questo effetto indesiderato, ne traccia anche le principali caratteristiche: (1) nessun FANS può considerarsi meno esente di un altro dalla potenziale azione negativa sulla riparazione ossea; (2) ad essere compromesse sono soprattutto le fasi riparative precoci; (3) l’effetto dannoso dipende dal dosaggio e dal tempo di somministrazione dei FANS; e (4) l’uso preventivo (prima del trauma) può esitare in una compromissione ossea inferiore.
La regola comportamentale sembra essere la prudenza. Prudenza nello stabilire il dosaggio ed il tempo di somministrazione dei FANS. Prudenza nel prescriverli a soggetti esposti a situazioni critiche, come ad esempio le condizioni di immobilizzazione post-chirurgica o la presenza di malattie e/o terapie (es. cortisonici) che notoriamente interferiscono con il metabolismo dell’osso. Prudenza, insomma, nella scelta di tutto il protocollo terapeutico: dalla decisione di quando iniziare a somministrare un FANS dopo un trauma osseo, alle opzioni di dosaggio e durata della terapia, piuttosto che all’adozione di tempi di sospensione, necessari per dare tempo all’osso di riprendere il suo percorso riparativo.

Barry S. Non-steroidal anti-inflammatory drugs inhibit bone healing: a review. Vet Comp Orthop Traumatol 2010; 23(6): 385-392

© 2011 Innovet
Cookie PolicyCookie PolicyPrivacy PolicyPrivacy Policy